“Les enfants ne sont pas de simples objets de protection, mais des sujets de droits.”
A 35 anni dalla ratifica della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (CRC), gli Stati parte sono chiamati a un esame di coscienza.
La Svizzera viene spesso presentata come Paese all’avanguardia nella tutela dei diritti dell’infanzia. Una narrativa ribadita anche nel MOOC ufficiale (childrights-mooc.ch), lanciato nel 2025 con il sostegno delle Autorità federali, che riunisce esperti da tutta la Confederazione:
“La Suisse est considérée à bien des égards comme un modèle en matière de promotion et de mise en œuvre de la Convention des Nations Unies relative aux droits de l’enfant.”
Ma la realtà quotidiana di molte famiglie racconta un’altra storia. Una storia fatta di silenzi, omissioni e decisioni prese in spregio ai più basilari diritti sanciti dalla CRC.
Una realtà in cui operatori senza formazione specifica prendono decisioni che segnano la vita dei bambini. In cui la protezione si trasforma in controllo, e l’ascolto in giudizio.
È giunto il momento di guardare in faccia la realtà.
E chiedersi: di quale modello stiamo parlando, davvero?

Tutela Minori: modello svizzero in crisi
Le carenze strutturali: un fallimento sistemico
Nel suo rapporto del 20211, il Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo ha espresso forti preoccupazioni su aspetti cruciali, che restano ancora oggi irrisolti o addirittura peggiorati:
🔹 Perizie psico-sociali non scientifiche, spesso affidate a figure prive di reale competenza specifica, basate su teorie superate, opinioni soggettive o relazioni riciclate.
🔹 Decisioni giudiziarie arbitrarie, in cui il superiore interesse del minore è invocato formalmente ma ignorato nella sostanza.
🔹 Formazione frammentaria e insufficiente di giudici, assistenti sociali, psicologi e forze dell’ordine.
🔹 Assenza di coordinamento tra autorità, con informazioni incomplete e fallimenti nella protezione dei minori anche in presenza di segnali d’allarme gravi.
🔹 Scarsa partecipazione del minore, con ascolti tardivi, mal condotti o completamente ignorati.
🔹 Ostilità o chiusura verso i genitori che denunciano violenze, trascuratezze o abusi, spesso etichettati come “conflittuali” o “manipolatori” senza esame concreto dei fatti.
🔹 Uso distorto della psicologia forense che viene piegata a logiche giudiziarie anziché protettive.
La frattura tra immagine e realtà
La narrazione ufficiale e accademica della Svizzera come “modello” stride con le osservazioni del Comitato ONU e con i dati reali.
Anziché riconoscere le proprie criticità, molte istituzioni continuano a consolidare un’immagine di eccellenza fittizia, anche attraverso strumenti apparentemente neutri e innovativi (come MOOC, tavole rotonde, linee guida), mentre la realtà sul campo resta profondamente disfunzionale.
Chi denuncia queste contraddizioni viene spesso ignorato o delegittimato, persino quando porta documentazione solida, esperienze dirette e riscontri medici o legali.
È tempo di un nuovo paradigma
Nel 2016, OMS e UNICEF hanno lanciato INSPIRE2 – un pacchetto di 7 strategie scientificamente validate per prevenire la violenza sui bambini e costruire ambienti sani, stabili e protettivi.
Eppure, l’applicazione di queste strategie in Svizzera è quasi del tutto assente, mentre il sistema attuale continua a ruotare intorno a:
❌ logiche adultocentriche
❌ burocrazia giuridica
❌ approcci reattivi, non preventivi
❌ cultura dell’incolpevolezza istituzionale
Serve una rivoluzione, a misura di minore
Se vogliamo davvero tutelare l’infanzia, occorre ripensare tutto l’assetto dalla A alla Z, con un approccio basato su una formazione altamente qualificata e centrato sul bambino e fondato sui suoi diritti.
Un sistema che risponda finalmente ai criteri minimi della CRC:
✅ Accesso a una giustizia a misura di minore
✅ Protezione reale e non solo formale
✅ Ascolto autentico, non solo procedurale
✅ Prevenzione, non solo repressione
✅ Supporto familiare, non sostituzione coercitiva
✅ Trasparenza, non zone d’ombra istituzionale
Il cambiamento non può più aspettare
I bambini non possono difendersi da soli.
Chi ha il dovere di proteggerli non può più nascondersi dietro paraventi burocratici o narrazioni consolatorie.
Un Paese che si proclama modello deve essere pronto ad affrontare le proprie ombre.
I diritti dei bambini non sono retorica: sono responsabilità, oggi! E oggi più che mai, la diga delle contraddizioni comincia a cedere.

Nel Rispetto dell’Infanzia
Un cambiamento di paradigma nella direzione della tutela emozionale e affettiva dell’infanzia, della genitorialità e dei diritti dei minori è il primo e più importante passo per migliorare il benessere della società intera.
Un libro essenziale, ambizioso, più che mai urgente.

Un libro essenziale, ambizioso, più che mai urgente: ordina subito la tua copia.
Footnotes
- Concluding observations on the combined 5th and 6th periodic reports of Switzerland : Committee on the Rights of the Child, 2021 (https://digitallibrary.un.org/record/3945313?ln=en&v=pdf) ↩︎
- INSPIRE 7 Strategies to end violence against children ↩︎