La guerra degli adulti nasce nell’infanzia

Come trattiamo i bambini determina la società che costruiamo.

Viviamo un’epoca di grandi tensioni: guerre, polarizzazione, crisi sociali.
Spesso cerchiamo le cause solo nella geopolitica o nell’economia.

Ma diversi pensatori hanno indicato una radice più profonda.

Lo storico della psicologia Lloyd deMause sosteneva che la storia dell’umanità è anche la storia di come le società hanno trattato i loro bambini.

La psicoanalista Alice Miller ha mostrato come la violenza interiorizzata nell’infanzia possa riemergere nelle dinamiche di potere e nelle ideologie.

Il medico e autore Gabor Maté ricorda che molte delle disfunzioni della società moderna nascono da traumi precoci normalizzati culturalmente.

Se guardiamo il mondo attraverso questa lente, emerge una verità scomoda:
la società che vediamo oggi è anche il riflesso di generazioni cresciute tra paura, umiliazione o mancanza di rispetto.

Nel mio libro Nel rispetto dell’infanzia richiamo anche una riflessione avanzata da diversi autori.
Lo scrittore Erich Maria Remarque, il teologo Dietrich Bonhoeffer e la stessa Alice Miller hanno ipotizzato che alcune ideologie educative autoritarie, oltre a essere limitanti per lo sviluppo umano, abbiano contribuito a creare le condizioni culturali che hanno favorito l’ascesa dei regimi totalitari e, in ultima analisi, i grandi conflitti del Novecento.

Cambiare il mondo richiede molte cose: istituzioni più giuste, dialogo tra culture, responsabilità politica.

Ma il primo passo resta il più semplice e il più radicale:

rispettare i bambini.

Perché il modo in cui trattiamo l’infanzia oggi diventa la società di domani.

Council of Europe — Francesco Ferzini

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