“Il comportamento di un sistema non può essere compreso solo conoscendo gli elementi di cui il sistema stesso è composto.” — Donella H. Meadows
Viviamo in una società sempre più complessa, interconnessa e ad alta intensità relazionale, ma troppo spesso le situazioni familiari vengono ancora lette attraverso paradigmi riduttivi e modelli interpretativi semplificati.
Con il rischio di:
- misclassification;
- retraumatizzazione;
- escalation del conflitto;
- letture parziali della complessità;
- perdita di fiducia nei sistemi istituzionali;
- danni potenzialmente profondi sul neurosviluppo e sul benessere dei minori.
È necessario andare oltre approcci semplicistici e sviluppare modelli realmente interdisciplinari, trauma-informed e scientificamente aggiornati.
Occorrono:
- formazione altamente qualificata;
- supervisione continua e indipendente;
- informazioni tempestive, accurate e condivise;
- criteri scientifici comuni;
- collaborazione interdisciplinare;
- reale centralità del minore.
Come ricorda il Prof. Matteo Villanova, Direttore scientifico del Master in Educazione affettiva e sessuale, clinico, forense e criminologico, per l’infanzia, l’adolescenza e la genitorialità:
“Dal fallimento formativo — inteso come Professional Mismanagement — può derivare un incremento di future situazioni devastanti di disagio.”
È pertanto fondamentale promuovere buone prassi, sviluppare standard etici e scientifici condivisi e costruire sistemi capaci di apprendere, auto-correggersi ed evolvere davanti alla complessità.
Ridurre il rischio e il danno sistemico nei percorsi di tutela dei minori non è più un’opzione. È una responsabilità collettiva.

Francesco Ferzini
Presidente Associazione Nuova Tutela
Master Università Roma Tre

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