Verso un sistema rispettoso del bambino e dei suoi diritti. 🤍
Viviamo in un tempo di grande transizione.
Le vecchie convenzioni di un mondo patologico, fondato su violenza, caos e negatività, non possono più essere il metro con cui misuriamo la tutela dell’infanzia. È tempo di cambiare.
Questo implica impegnarsi per migliorare se stessi ed evolvere, per il bene individuale e collettivo.
Come scrivo nel mio libro Nel Rispetto dell’Infanzia:
“Per questo è imperativo uscire dai vecchi schemi, abbandonare le teorie di cui siamo vittime e adottare un nuovo modo di essere, pensare, educare.
È urgente cambiare mentalità, mettendo in discussione tutto quel che ci è stato inculcato crescendo. Bisogna avere il coraggio di aprire gli occhi sulla dolorosa realtà infantile, diventando consapevoli del fatto che tutti i problemi della nostra società – dalle guerre alla violenza domestica – sono la conseguenza del maltrattamento e degli abusi sui minori.”
Lloyd deMause lo ha sintetizzato brutalmente: “La storia dell’umanità è fondata sull’abuso dei bambini.”
Ma il nostro compito non è ripetere questa storia.
Il nostro compito è interromperla.
In Nel Rispetto dell’Infanzia proseguo:
“Invece di occultare la verità e nutrire l’avversione all’infanzia fondata su una visione cinica e distorta dell’essere umano, è necessario intraprendere politiche globali a favore dei bambini perseguitati nei secoli, i cui diritti sono ancora largamente calpestati.”
Le mie esperienze personali, le battaglie, le ferite, gli studi e la visione internazionale mi hanno portato qui: a farmi portavoce dei bambini, soprattutto di quelli che non vengono ascoltati.
In una società adultocentrica, essi sono spesso invisibili.
Eppure è lì che nasce tutto.
È qui che il cambiamento diventa urgente
Riguardo la tutela dei minori c’è davvero tanto da fare — ovunque, non solo in Svizzera.
Il problema non è (solo) la cattiveria.
È la programmazione culturale.
Quello che generazioni di adulti chiamano “educazione” — ordine, obbedienza, sottomissione, adattamento — è il riflesso di un mondo dove:
- il bambino non esiste come soggetto,
- è visto come un adulto in miniatura,
- deve obbedire,
- non deve disturbare.
È un modello patriarcale, fragile e cieco, radicato da secoli e rafforzato da letture distorte dei testi religiosi, interpretazioni che nel tempo hanno legittimato strutture di obbedienza e sottomissione estranee ai bisogni reali dell’infanzia.
Quando porto queste verità sul tavolo, lo so: incontro scetticismo, resistenza, persino opposizione accesa.
Succede sempre quando si tocca un nervo scoperto.
Eppure siamo davanti a un passaggio necessario.
Non più rimandabile.
Il trauma transgenerazionale è la radice di tutto
Come individui, famiglie, comunità e istituzioni dobbiamo impegnarci nel riconoscimento e nella risoluzione del trauma transgenerazionale che sta alla base dei problemi della nostra società.
Se non lo affrontiamo, essi non potranno che moltiplicarsi.
Child Protection & Justice nasce con questo mandato:
creare un nuovo standard globale, più umano, più competente, più vicino ai bisogni reali dei bambini.
Un modello che supera schemi obsoleti e che porta le istituzioni dentro il XXI secolo, insieme alla scienza, alla psicotraumatologia e al rispetto dei diritti fondamentali.

Strasbourg, Conseil de l’Europe | Francesco Ferzini
Per approfondire il mio pensiero
Tutto questo percorso, il suo significato, e la visione che guida CPJ sono sviluppati nel mio libro:
