Nel contesto delle separazioni ad alta conflittualità, le perizie giudiziarie sui minori e sulle capacità genitoriali assumono un ruolo determinante nelle decisioni che incidono sulla loro vita.
Proprio per questo, il tema della competenza non è secondario.
Valutare un bambino all’interno di dinamiche familiari complesse richiede:
– formazione altamente qualificata
– competenze specifiche sullo sviluppo infantile
– capacità di distinguere tra conflitto e dinamiche disfunzionali
– utilizzo di strumenti validati e metodologie verificabili
In questi contesti, infatti, possono emergere condizioni che vanno ben oltre la superficie del conflitto genitoriale e che richiedono un inquadramento anche clinico e specialistico.
In assenza di tali presupposti, il rischio è concreto:
valutazioni non sufficientemente fondate possono incidere su decisioni che riguardano direttamente la salute, lo sviluppo e l’equilibrio dei minori.
Diversi contributi internazionali hanno evidenziato come, nei contesti ad alta conflittualità, possano verificarsi errori sistematici nella lettura delle dinamiche familiari, con conseguenze rilevanti sul piano della tutela.
Si tratta di un tema che richiama anche la responsabilità professionale:
quando mancano competenze adeguate o approcci rigorosi, si possono generare forme di professional mismanagement.
Non si tratta soltanto di mettere in discussione il ruolo del perito,
ma di interrogarsi sull’adeguatezza del modello valutativo adottato.
Come evidenziato anche da rapporti internazionali – tra cui le osservazioni delle Nazioni Unite sulla Svizzera (2021) – emerge una carenza di specialisti adeguatamente formati nell’ambito della salute mentale infantile.
In tale contesto, le perizie giudiziarie sui minori risultano, nella prassi, frequentemente affidate a professionisti di ambito psicologico forense che non sempre dispongono di una formazione specialistica approfondita in età evolutiva e in ambito clinico-diagnostico.
Nei contesti ad alta conflittualità, un approccio prevalentemente forense rischia pertanto di non cogliere la complessità dei bisogni del minore, soprattutto quando emergono elementi che richiedono una lettura clinica e sanitaria.
Il rischio è che il modello valutativo si fondi in misura prevalente su vissuti soggettivi, narrazioni e interpretazioni, piuttosto che su dati clinici oggettivi e verificabili.
Questo apre una riflessione più ampia:
in presenza di segnali che attengono alla salute e allo sviluppo del bambino, appare necessario un maggiore coinvolgimento di competenze mediche e specialistiche, in grado di garantire un inquadramento completo, rigoroso e realmente orientato alla tutela.
In altri termini, si pone la necessità di riportare il focus, ove richiesto, nell’ambito della salute mentale e della valutazione clinica, quale base imprescindibile per decisioni che riguardano i minori.

📍 Palazzo di Giustizia, Lugano, Canton Ticino (Svizzera)
References:
- Report of the Blue-Ribbon Commission on Forensic Custody Evaluations, delivered to Governor Kathy Hochul, December 2021
- Committee on the Rights of the Child – Concluding observations on Switzerland, October 22, 2021