La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, adottata nel 1989 e oggi il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo, ha introdotto una nuova visione di bambino: non più oggetto passivo di protezione, ma soggetto titolare di diritti, dotato di dignità e voce propria.
Eppure, a oltre trent’anni dalla sua adozione, milioni di bambini nel mondo subiscono ancora violenze fisiche e psicologiche, discriminazioni e trattamenti degradanti. Le stesse istituzioni nate per garantire la loro cura e protezione spesso finiscono per fallire, incapaci di prevenire o fermare il danno. Questo ci ricorda che la fragilità non è soltanto individuale, ma strutturale: riguarda sistemi educativi, giuridici e sociali che continuano a riprodurre schemi adultocentrici.
Come scrivo nel mio libro Nel rispetto dell’infanzia:
«Bisogna avere il coraggio di aprire gli occhi sulla dolorosa realtà infantile. Tutti i problemi della nostra società – dalle guerre alla violenza domestica – sono la conseguenza del maltrattamento e degli abusi sui minori. È necessario intraprendere politiche globali a favore dei bambini, i cui diritti sono ancora largamente calpestati.»
Il tempo dei compromessi è finito. Serve una nuova tutela che riparta dall’ABC del rispetto, fondata su:
- Ascolto reale dei bambini come attori del cambiamento;
- Benessere psico-fisico al centro di ogni scelta politica, giuridica ed educativa;
- Coraggio di superare vecchi schemi e pratiche che hanno mostrato il loro fallimento.
Le convenzioni e le costituzioni restano un riferimento irrinunciabile, ma da sole non bastano: occorre trasformarle in strumenti concreti di protezione quotidiana. Il cambiamento è urgente, globale e inevitabile.

📍 Palais des Nations, Genève
Verso un sistema rispettoso del bambino e dei suoi diritti. 🤍